Max Pezzali presenta a ‘Verissimo’, domani sabato 3 aprile Max90 – La mia storia’, il primo libro dedicato al suo percorso, ai miti e alle emozioni degli anni ’90 dove: “Tento di raccontare un decennio per me formidabile partendo da uno che quegli anni li ha vissuti intensamente, anche attraverso i testi delle mie canzoni, oggetti e situazioni”.

Silvia Toffanin, che gli chiede quale sia stato il suo rapporto con le ragazze in quegli anni, Max risponde: “Ho una collezione di ‘due di picche’ invidiabile. Chi non è fisicamente attraente non arriva immediatamente. Ho imparato la tecnica dell’affabulazione: dove non arrivi con l’aspetto fisico, puoi sopperire con la simpatia e l’intelligenza”.

Ai microfoni del talk show, il cantante confessa di aver affilato le sue capacità di autore di canzoni grazie alle lettere d’amore che indirizzava alle ragazze di cui era innamorato: ““Scrivevo lettere d’amore per me è stato un banco di prova essenziale per imparare a scrivere canzoni. Esercitavo la capacità di sintesi per arrivare al cuore dei sentimenti senza dilungarmi troppo”.

Max è papà di un figlio preadolescente con il quale prova ad avere un rapporto amorevole e sincero: “Cerco di non creare barriere, gli faccio capire che di me si può fidare. Sono un papà dolce, mi piace il contatto fisico e abbracciarlo. Lo immagino ancora un bambino, anche se sta crescendo”.

La carriera di Max Pezzali è costellata di successi, un sogno che coltivava dall’infanzia, oggi diventato realtà: “Da ragazzo -spiega-  cercavo di imitare i miei idoli davanti allo specchio, ma nella mia testa mi dicevo che ero un cretino. Quella voce mi aiuta ancora oggi, mi ricorda di non prendermi mai troppo sul serio”.

Max Pezzali è in attesa di cantare per la prima volta allo stadio San Siro di Milano, con due date già sold out, ma che ha dovuto rinviare a causa della pandemia: “Sto vivendo con l’obiettivo di salire su quel palco e finalmente poter cantare davanti alle persone. Quando sarà tutto finito -conclude- la musica dal vivo vivrà un nuovo rinascimento”.