(di Daniele Rossignoli) “E’ un festival di grande resilienza, un festival che ha portato in scena un’operazione culturale con una grande valenza etica. Questo il servizio pubblico deve fare e la valenza etica sta nel fatto che questa kermesse ha rimesso in moto, dopo un anno, un mercato che era morto”. E’ quanto ha affermato il direttore di Rai 1, Stefano Coletta, nel corso della consueta conferenza stampa dedicata alla quarta serata del Festival di Sanremo, andata in onda ieri con risultati che lo stesso Coletta ha definito “in linea” con quelli delle passate stagioni, rivendicando “l’atto eroico della Rai per aver fatto un’operazione culturale fortissima”.

“Questa organizzazione -ha sottolineato Coletta- dovrà essere presa ad esempio anche da tanti sguardi europei”. In Europa, ha ricordato  “in tanti ci hanno guardato e plaudono alla quasi perfezione di questo meccanismo che non ci ha fatto dormire per tanti mesi prima della messa in onda”. Inoltre, ha proseguito Coletta “abbiamo risposto anche agli appelli della politica che ci chiedeva di dare un segnale forte, con un intrattenimento che fosse sobrio a partire dalla scelta di non avere il pubblico. E’ stata un’azione di grande coraggio, di grande nobiltà e di grande sintonia con il Paese”.

Soddisfazione da parte di Coletta anche per quanto riguarda il dato relativo ai giovani, che hanno caratterizzato, sia dal palco che da casa, questa edizione del festival. Anche in questo caso, ha ribadito Coletta “abbiamo risposto ad un compito fondamentale, che noi banalizziamo sempre dietro il dato dei soli ascolti: è in corso un cambio generazionale della platea televisiva, che coincide con quello che il servizio pubblico deve fare. Quest’anno una cosa ci è stata chiesta, non solo con il festival di Sanremo ma con tutti i mezzi di programmazione durante il lockdown: dare voce all’arte in tutte le sue forme, al teatro, alla musica. I maggiori fruitori della musica sono proprio i giovani -ha sottolineato- e questo interesse per Sanremo della fascia compresa atra i 14 e i 24 anni è straordinaria”.

“Culturalmente -ha aggiunto Coletta- è stato compiuto un passo interessante che ha anche una valenza etica profonda. Il servizio pubblico ha rimesso in azione un mercato che si era fermato e se si fermano i giovani si ferma l’arte. La massiccia presenza di questi nuovi target -ha concluso- è un ulteriore motivo di grande orgoglio”.