(di Daniele Rossignoli) Chi è Luca Gaudiano, vincitore delle Nuove Proposte alla 71/ma edizione  del Festival di Sanremo con il brano ‘Polvere da sparo’. Gaudiano nasce a Foggia il 3 dicembre del 1991. Sua madre è un’insegnante di lettere e il papà un ingegnere. Ed è proprio grazie a suo padre che Luca si avvicina alla musica: nel giorno dei suoi 15 anni riceve dal padre in regalo una chitarra. Conseguito il diploma Luca si trasferisce a Roma dove studia musica, con qualche incursione nel teatro. Per tre anni Luca si dedica al padre colpito da un tumore al cervello. Dopo la morte del padre, al quale ha dedicato la vittoria di questa sera, Gaudiano si trasferisce a Milano e lo scorso 25 settembre debutta con un 45  giri digitale che vede il brano ‘Le cose inutili’ sul lato A e ‘Acqua per occhi rossi’ nel lato B.

Per quanto riguarda ‘Polvere da sparo’  “è la canzone che non avrei mai voluto scrivere -spiega Gaudiano- ma è anche il brano che mi ha permesso di parlare di questi temi, oggi, a Sanremo. È nata di getto, mentre uscivo da un periodo difficilissimo, al centro del quale c’era solamente l’assenza di mio padre. Io e lui avevamo un rapporto speciale. I momenti insieme sono diventati immagini, le immagini si son fatte spazio e io ho deciso di custodirle, per parlare di lui, di noi, del dolore e della mia rinascita. Questo è ‘Polvere da sparo’.

Commovente la testimonianza del fratto Emilio: “Ieri dopo la tua ultima telefonata, nella quale mi hai detto: ‘mi hanno microfonato e sto per uscire’, ti ho iniziato a pensare. Non ho pensato al fatto che stavi per aprire il Festival di Sanremo che sarà ricordato nella storia. Non ho pensato che stavi per esibirti con 12 milioni di persone davanti ai televisori. Non ho pensato alla tua bravura e all’orgoglio immane di vederti lì. No. Ho pensato a tutte le immagini che ho in mente di te nei tre anni di malattia di Papà. Tu che solo con la tua forza riuscivi a sollevarlo, lui che solo da te voleva essere sollevato. Tu che a Milano lo accompagnavi con la carrozzina per fare radioterapia da casa al Besta, lui che solo da te voleva essere accompagnato. Quando ti ho visto scendere le scale -aggiunge il fratello- non ho visto solo te. Ho visto Papà, ho visto la nostra famiglia, ho visto tutte le persone che hanno sofferto e che stanno soffrendo per chi non c’è più, ho visto la nostra città che era tutta lì con te. L’hai riempito l’Ariston ieri”.