(di Daniele Rossignoli) “Il festival è vivo”. Dopo le prime due serate, che avevano fatto registrare un calo di ascolti, il direttore di Rai1, Stefano Coletta esprime così la sua soddisfazione per i risultati ottenuti ieri nella puntata dedicata alle cover e ai duetti. “C’è da parte mia una grande contentezza per questo racconto così ricco -ha osservato Coletta- che in fondo aveva al centro la contaminazione tra canzoni della nostra memoria reinterpretate con l’arte e il linguaggio dei nuovi talenti”.

Dopo aver velocemente ribadito e ricordato che la comparazione con lo scorso anno è, di fatto, impraticabile, Coletta ha sottolineato come, quella di ieri sia stata “una serata tra presente e memoria con un collante molto chiaro”. Nella serata di ieri, ha sottolineato si è potuto apprezzare “la capacità espressiva di cantanti in gara”, soprattutto i più giovani favoriti dalla interpretazione di canzoni note.

Ma il dato più importante, secondo il direttore di Rai1, sta nell’aver registrato, ancora una volta nel corso di questa edizione sanremese il boom di ascolti tra i giovani compresi nella fascia di età che va dai 14 anni ai 24 anni: “la media complessiva -ha spiegato- è scesa da 55 anni a 54 anni” e questo significa che si è riusciti ad attrarre una platea “che non è quasi mai a sintonizzata su Rai1”. Si tratta, ha concluso di “un elemento di costruzione per il futuro per un canale che deve travasare target”.

A questo punto Coletta ha fatto un plauso a Fiorello “che incarna il genere dell’intrattenimento. Fare intrattenimento senza pubblico è qualcosa di rivoluzionario. Sfido chiunque a salire su quel palco e a trovare una misura. Dietro l’aria da guascone siculo, Fiorello è un artista con mille registri, tra cui quello di una estrema sensibilità, che sa fiutare quello che gli gira attorno. Trovare la misura giusta per poter parlare da quel palco -ha aggiunto- ha fatto sì che, assieme ad Amadeus, scegliesse la linea di dare più spazio al canto e alla performance perché forse il monologo retorico su quello che stiamo vivendo sarebbe stato forse vissuto negativamente e magari anche respinto. Fiorello -ha concluso- sa trovare su quel palco una misura senza che ci sia un contrappunto continuo, senza la possibilità di fare una battuta con il pubblico che ti manda avanti, che ti restituisce calore”.