(di Maria Elena Zannini)

Lo Stato Sociale porta sul palco dell’Ariston il mondo dello spettacolo colpito dalla pandemia. Ieri sera, in occasione dei duetti, la scelta del brano degli Afterhours ‘Non è per sempre’ non è stata affatto casuale. “Noi abbiamo fatto quello che facciamo sempre, ‘Lo Stato Sociale’” scherzano i ragazzi alla domanda provocatoria dei giornalisti sul perché solo loro avessero pensato a questo omaggio nella serata di ieri. I due rappresentanti dal mondo dello spettacolo, rispettivamente dal settore del cinema di provincia e da quello dei club, si dichiarano molto soddisfatti del successo dell’esibizione di ieri sera, raccontano di aver ricevuto centinaia di messaggi di supporto e confermano l’utilità della vetrina Sanremo. Si aggiunge una piccola critica ai loro colleghi che speravano partecipassero un po’ di più in questi mesi alle proteste. Anche Francesco Pannofino ed Emanuela Fanelli intervengono, “Abbiamo mandato un messaggio emozionale e un alito di speranza” dichiara Pannofino.

Il gruppo parla poi della scelta di ‘mettere da parte’ Lodo, “Tutti i dischi d’oro che abbiamo vinto non sono cantati da me” ironizza il cantante, ma poi ammette che la scelta non prevedeva nessun tipo di provocazione, ma semplicemente la canzone in gara al Festival rendeva meglio con la voce dell’altro membro  Alberto Cazzola. Quest’ultimo – ancora emozionato e quasi commosso dalla serata precedente –  spiega che ‘Combat Pop’ nasce innanzitutto come titolo prima che come canzone, “Racconta il nostro punto di vista, ma in modo pop, ovvero popolare, che arriva a tutti”.

Una domanda sulle ‘buone maniere’ citate nel testo di Combat Pop innesca una riflessione in Lodo, che afferma convinto “Il mondo è bello perché è composto da gente diversa, basta condizionamenti”, una critica a quella che lui definisce la ‘monocultura’, ovvero conoscere un solo modo di vivere, “devono poter esistere alternative” aggiunge.