(di Daniele Rossignoli) “Sono felice ed orgoglioso per quello che stiamo facendo anche se mi sarebbe piaciuto vedere in sala 500 medici come pubblico”. Amadeus, dopo la seconda serata del Festival di Sanremo, si dice soddisfatto per il lavoro sin qui portato avanti ma non nasconde l’amarezza per non aver potuto riempire la platea del teatro Ariston di medici e infermieri, come avrebbe voluto. “Non so se sono diventato antipatico -ha sottolinea il direttore artistico del festival rispondendo ai giornalisti nella quotidiana conferenza stampa- mi hanno detto che ero capriccioso perché volevo fare il festival a tutti i costi. Per questo -ha osservato- c’è chi ha preso il festival come obiettivo da colpire e questo non ha fatto bene al festival”.

“Continuo a pensare che quello che stiamo realizzando quest’anno non sia un programma televisivo ma un evento -ha aggiunto Amadeus- e che se avessimo in platea 500 medici e infermieri sarebbe un gesto bellissimo nei confronti di queste categorie. Ma se avere il teatro vuoto serve a non creare problemi, a far felici coloro che chiedevano la sua chiusura va bene. Purtroppo -ha sottolineato- il teatro di Sanremo è chiuso ma non vengono riaperti gli altri teatri. Questo ha fatto sì che qualcuno dicesse che io sono un privilegiato perché posso fare spettacolo, ma questa non è una gara a chi sta meglio o peggio. Io sono dispiaciuto per tutto quello che sta succedendo -ha proseguito Amadeus- ma il settore dello spettacolo è un settore importante come tutti gli altri settori, ogni lavoro, grande o piccolo che sia, è importante. Io faccio parte del mondo dello spettacolo e ho fatto in modo di riaprirlo per qualche giorno ma -ha concluso- continuo a pensare che 500 medici in sala sarebbe stato meraviglioso”.