(di Daniele Rossignoli) “Siamo stati tutti vittime di un momento storico molto duro ed è evidente che Sanremo rappresenti, in questo momento, il più grande palco per far sentire live la propria musica ed in particolare per me che, pur gareggiando tra i big, sono forse il più piccolo di loro e devo quindi conquistare tutti, farmi conoscere”. Ad affermarlo è il giovane cantautore calabrese Aiello a proposito della sua partecipazione alla 71/ma edizione del Festival di Sanremo con il brano ‘Ora’. Presentando il suo nuovo album, ‘Meridionale’ in uscita il prossimo 12 marzo, soffermandosi proprio sulla sua partecipazione al festival Aiello sottolinea che “personalmente non ho mai pensato che il Sanremo fosse una tappa obbligatoria per la carriera di un artista e tutt’ora non credo sia un passo dovuto. Tuttavia -osserva- tutti guardano il festival, tutti lo commentano e lo giudicano perché è l’evento culturale più importante che abbiamo in Italia”.

Fino a pochi mesi fa, spiega ancora Aiello “non pensavo minimamente di poter partecipare al festival e quando ho scritto questa canzone, durante il primo lockdown dello scorso anno, ero chiuso nella mia casa di Roma a fare delle riflessioni sul mio stato d’animo e sulle mie vicende personali. Ho poi voluto vestire il brano in un modo non scontato, seppure consapevole che quello di Sanremo è per un palcoscenico molto largo per età, gusti, sesso e cultura”.

“Quest’anno il festival è così bello perché ci sono tutti i più forti della scena contemporanea -aggiunge- e pensare di poter vincere vuol dire o che te la senti troppo e allora stai messo male, o che sottovaluti gli altri, e sei sempre più messo male, o ti crei delle aspettative e allora rischi di stare male per davvero. Per quanto mi riguarda -aggiunge-  io cerco di viverla al meglio e il mio obiettivo è farmi conoscere da più persone possibili. Se poi arrivo ultimo ma ho i concerti pieni va benissimo così.”

Tornando all’album ‘Meridionale’ “io sono un orgoglioso calabrese -sottolinea Aiello-  e mi andava di dedicare il disco alla mia terra, spigolosa e aspra, piena di ombre, ma molto generosa, bella e accogliente. Volevo accendere una luce su una terra di cui si parla sempre in negativo. Meridionale non significa assolutamente portare il discorso su un dualismo, ormai obsoleto, tra nord e sud. Personalmente -prosegue Aiello- non mi sono mai sentito offeso dal termine ‘meridionale’ perché ho sempre pensato che essere meridionale sia un valore aggiunto. “Vivo a Roma, amo Milano e la musica per me è contaminazione, significa mescolare costantemente cose diverse, suoni diversi, generi diversi. Ecco perché -aggiunge- in questo disco c’è il pop, l’urban, il clubbing, fino al flamenco”.

Da domani,  20 febbraio, è possibile il presave e preorder dell’album di Aiello, composto da 10 tracce, tra cui i singoli ‘Vienimi (a ballare)’, certificato disco d’oro, ‘Che canzone siamo’ e il brano sanremese ‘Ora’.

Cosentino di nascita, romano di adozione, Aiello ha iniziato a studiare pianoforte e violino a circa 10 anni. A 16 anni scrive i primi testi e nel 2011 pubblica la sua prima canzone ‘Riparo’. Affamato di musica, sceglie di viaggiare e cercare oltre i confini nazionali ispirazioni e contaminazioni. Dopo una parentesi australiana Aiello rientra in Italia e inizia a lavorare a sonorità inedite che contribuiscono a plasmare uno stile musicale sempre più originale. Nel 2017 pubblica ‘Hi-Hello’, il suo primo EP, un progetto indie-pop, elettronico, anticipato dal singolo ‘Come stai’. Il 27 settembre 2019 esce il suo primo album ‘Ex Voto’, anticipato da tre brani: ‘Arsenico’ (disco di platino), ‘La mia ultima storia’ (disco d’oro) e ‘Il cielo di Roma’. Nel 2020, Aiello viene nominato alla 65° edizione del David di Donatello, nella categoria ‘migliore canzone originale’ col brano ‘Festa’, per il film ‘Bangla’. Sempre lo scorso anno pubblica ‘Vienimi (a ballare)’ e ‘Che canzone siamo’.

Photo credit: Gabriele Gregis