(di Daniele Rossignoli) “Oggi posso fare a meno di tutto tranne che di me stessa”. E’ una Arisa determinata quella che si appresta a salire sul palco del Teatro Ariston per la 71/ma edizione del Festival di Sanremo. Con il brano ‘Potevi fare di più’ (Pipshow su licenza esclusiva di Believe Digital), scritto per lei da Gigi D’Alessio e che anticipa l’uscita di un album di inediti, è la settimana volta che la cantante lucana partecipa al festival (con due vittorie, un secondo posto e una coconduzione) e può ritenersi ormai, a pieno titolo, una veterana nonostante la sua giovane età.

Arisa ha quindi sviluppato, negli anni, un amore per se stessa “che non significa essere narcisista -spiega- ma sentirsi in grado di essere meritevole di stare al mondo. Il tempo è poco per essere felici -sottolinea- e bisogna utilizzarlo al meglio anche perché essere felici e rendere felici gli altri non è peccato”.

Tornando al festival “questo sarà speciale -spiega Arisa- perché, al di là di come andranno le cose, sarà nel segno della ripartenza. Non vedo l’ora di tornare a cantare e di farlo proprio sul palco dell’Ariston, un palco per me molto importante e condividere la sensibilità di un brano come ‘Potevi fare di più’. Sarà un festival che si preannuncia con tante difficoltà e quello che dobbiamo fare noi intrattenitori è fare bene il nostro lavoro. Personalmente sono molto felice di poter tornare a cantare e questo può essere il segno di una ripartenza o almeno provarci”.

Il messaggio che vorrei trasmettere -aggiunge Arisa- è che quando si vive una situazione difficile, non congeniale alle nostre corde e non ci rende felici, bisogna avere la consapevolezza che nella vita si deve essere felici, si può essere felici. Bisogna prendersi la responsabilità anche del proprio disagio e fare in modo che le cose cambino perché si può fare”.

Sarà il festival della ripartenza? “Lo spero proprio -aggiunge Arisa- personalmente ho sofferto tantissimo non poter cantare in questi mesi. Per me cantare è importantissimo. per noi artisti il dono della comunicazione è un grande privilegio. Poter far sì che la tua voce venga ascoltata è un grandissimo privilegio. io canterei ovunque e sempre e non vedo l’ora che si possa ripartire con i concerti”

Quanto alle difficoltà che tutti i protagonisti del festival saranno chiamati ad affrontare “noi -sottolinea Arisa- siamo dei privilegiati, non abbiamo le difficoltà di tutte quelle persone che si devono alzare presto ogni mattina per andare a lavorare. L’unica cosa che ci viene richiesta è di vivere un festival diverso dagli altri, di avere delle cautele e questo -conclude- non mi sembra sia poi la fine del mondo”.

Photo credit: Bogdan Plakov