Passano le notti d’inverno sui campi bagnati
La nebbia è un fantasma che scivola in terra
Il destino di tutti è distante, fa come gli pare
Non dice che cosa ti tocca, a cosa dovrai rinunciare

Le case a scaldarci, a guardarci cambiare
A vederci partire con rabbia
A vederci tornare da vecchi a cercare che cosa è cambiato
Ma tutto è cambiato

Io come figlio ero, come si dice, un ragazzo perbene
Troppe volte ho scelto il silenzio, troppe volte ho lasciato andare
Io come padre ci provo e non so come fare
A cercar di cambiare ogni giorno, ogni giorno a lasciarmi cambiare

Il destino di tutti è distante, in un punto nel cielo
Non dice che cosa è importante, per cosa provarci davvero
Mia madre nel cono di luce di una lampada a stelo
Con intorno i nomi che ha dato negli anni al dolore

E stringe il suo occhio migliore e si ostina a cucire
E bagna le labbra e bagna il cotone
E chiede a qualcuno che manca che cosa è cambiato
Ma tutto è cambiato

Io come figlio ero, come si dice, un ragazzo perbene
Troppe volte ho scelto il silenzio, troppe volte ho lasciato andare
Io come padre ci provo e ci provo e non so come fare
A cercar di cambiare ogni giorno, ogni giorno a lasciarmi cambiare