(di Daniele Rossignoli) Il surrogato tecnologico, venuto in soccorso alle diverse manifestazioni culturali nel corso di dell’ultimo anno, non può rappresentare una strada alternativa alla condivisione fisica, ma può viaggiare in parallelo. Questo, in sintesi, il pensiero dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, espresso in occasione della presentazione del palinsesto dell’edizione 2021 di ‘Rondò’ la stagione di Divertimento Ensemble che partirà il prossimo 23 gennaio che quest’anno sarà totalmente digitale e che comprende una web tv, 36 concerti dal vivo, 16 concerti online, 101 composizioni, 47 prime esecuzioni,. diversi compositori ospiti e un laboratorio di ascolto musicale.

Nel corso dell’ultimo anno, ha sottolineato Del Corno “mi ha molto colpito come ci siano state molte realtà culturali e artistiche che hanno pensato fosse assolutamente necessario mantenere il dialogo con la città e con il principio della partecipazione culturale. Per permettere questo -ha osservato- molte delle iniziative pensate nella dimensione tradizionale sono state convertite sulle piattaforme. Abbiamo constatato che i cittadini si sentono ingaggiati dalle stesse piattaforme a partecipare alla vita culturale della città, anche se in forme diverse”.

“E’ chiaro -ha proseguito l’assessore- che viene a mancare quel principio, quasi fisico, della condivisione che si ha quando si è nella stessa sala ad ascoltare un concerto e noi dobbiamo ornare a quella dimensione. Non dobbiamo pensare che il surrogato tecnologico apra una strada che è alternativa a quella della condivisione fisica. Bisogna però anche considerare che, in un momento di difficoltà, aver saputo reagire in maniera così pronta e propositiva, come hanno fatto in molti, credo sia un segnale della necessarietà della presenza culturale e quindi la partecipazione culturale deve essere considerata come un aspetto centrale dell’essere comunità”.

“Non sappiamo ancora quando usciremo da questo stato pandemico -ha proseguito Del Corno- ma è anche vero che questa costante evoluzione imporrà una frammentazione dei tempi di programmazione, quindi bisogna sempre tenere ben presenti le due possibilità che viaggiano parallele, ossia la dimensione dal vivo e la dimensione attraverso le piattaforme, che è la maniera più pragmatica per rispondere alla crisi”.

“La situazione del tutto eccezionale in cui cui troviamo -ha osservato l’assessore- richiede anche una capacità di adattamento perché sono proprie le strategie di adattamento che hanno permesso di proseguire. Proprio nel momento più grave della pandemia -ha ricordato- a fine aprile la Giunta ha stilato un documento dal titolo ‘Strategie di adattamento per la città’ perché immaginavamo, come immaginiamo tutt’ora, che una comunità cittadina, di fronte ad una minaccia così forte, debba praticare una strategia di adattamento”. Considerando poi, ha concluso l’assessore “che proprio dalle strategie di adattamento nascono fenomeni nuovi con sbocchi positivi e virtuosi. Per questo bisogna sempre coltivare fiducia e speranza”.