Il titolo del primo album di Moderno, ‘Storia di un occidentale’, viene volutamente scritto in caratteri cinesi sulla copertina. La scelta del cantautore romano – all’anagrafe Federico Antonio Petitto, professore di filosofia quando veste i panni di persona ‘normale’ – vuole ironizzare sulla cultura occidentale di cui fa parte, che si ritiene l’unica fonte di civiltà e ha la pretesa imporre i suoi valori all’intero pianeta.

L’intero disco, in uscita il 27 gennaio su tutte le piattaforme digitali, è il racconto di un individuo vissuto in un’epoca che lo stesso autore definisce ‘post-moderna’, riprendendo l’espressione del filosofo francese Jean-François Lyotard. Un’epoca senza grandi ideali a cui votarsi, dove anche le relazioni sociali e sentimentali sono destinate a naufragare, per paura di scoprirsi…

Immaginando di portare ‘Storia di un impiegato’ di Fabrizio De Andrè nella società di quasi cinquant’anni dopo, Moderno non si assolve dalle proprie responsabilità e prova a rilanciare un nuovo immaginario comune, in cui rimettersi in gioco e ritrovarsi.

 

Photo credit: Eliana Giacchieri