(di Daniele Rossignoli) Un’intervista, quella di Tommaso Novi a IlMohicano, che il cantautore toscano dedica all’amico Filippo, scomparso poche ore fa. “Ho appena ricevuto una bruttissima notizia, il mio amico di infanzia Filippo è scomparso. Mi piacerebbe dedicare questa intervista a lui”. Non capita tutti i giorni di dedicare un’intervista a qualcuno ma in questo caso raccogliamo volentieri l’invito di Tommaso che, fino all’ultimo, era incerto se dedicarci un po’ del suo tempo in questa tragica circostanza. Superato l’iniziale titubanza, Tommaso Novi inizia a raccontarci della sua ultima fatica discografica, il singolo ‘Aria’ (Blackcandy Produzioni), “una canzone d’amore dove c’è una richiesta di aiuto che si risolve in un finale positivo e dove si assiste ad una trasfigurazione di questo atto amoroso in una specie di volo, una partenza che potrebbe sapere di rinascita ma anche un po’ di morte”.

Nella fattispecie, sottolinea Novi “mi viene in mente ‘La donna cannone’ di De Gregori, con questo volo finale in un cielo che non si sa se sia di morte, di vita o d’amore. E’ una canzone d’amore che racconta di una libertà ostacolata, agognata ed infine ritrovata. Protagonisti della storia sono due amanti che, dopo varie peripezie, riescono a ricongiungersi in un finale quasi surreale che li vede volare via insieme in una nuova dimensione celeste. Il pezzo -spiega Novi- è stato scritto lo scorso anno, molto prima del diffondersi del Covid, ma è singolare come la vita, spesso, ci offra queste strane coincidenze: la canzone parla d’amore e di una mancanza d’aria ed esce proprio in questo momento storico dove l’aria è la protagonista dei nostri pensieri.”

‘Aria’ segue il primo singolo, ‘Molto bello’ e andrà a far parte dell’album ‘Terzino in fuorigioco’ che Novi spera di poter pubblicare e portare in tour la prossima primavera. Per ora, spiega “siamo sempre più abituati ad osservare  questo sbriciolamento dei dischi con l’uscita, di volta in volta, dei singoli. E’ una strategia di sopravvivenza perché siamo costretti a rimandare, in questo periodo terrificante, l’uscita dell’album e l’unica arma che ti rimane è quello di spalmarlo”.

Oltre all’attività cantautorale e compositiva, Tommaso Novi detiene la prima e unica cattedra ufficiale di fischio musicale al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Con il suo fischio ha inciso le colonne sonore di alcuni lungometraggi come ‘La prima cosa bella’ di Paolo Virzì, ‘Una festa esagerata’ di Vincenzo Salemme, lavorando a fianco del maestro Nicola Piovani. “Il fischio -spiega- è uno strumento a tutti gli effetti. Per ragioni fisiologiche e socioculturali non ha mai avuto una sua fortuna e non è mai stato collocato negli ensemble ufficiali, neppure mai studiato e analizzato. Non esiste un sistema didattico, non esiste una letteratura anche se, andando indietro nel tempo, appare qua e là timido anche sulla carta. Ci sono racconti omerici in cui si accenna alla presenza di un fischio in alcuni contesti musicali”.

“Io -prosegue Novi- ho sempre fischiato, fin da piccolo. Per me fischiare era quasi una ossessione e mi sono ritrovato a vent’anni ad aver frequentato tantissimo quello che io considero, a tutti gli effetti, uno strumento. Per scherzo un giorno mi viene proposto da alcuni amici di insegnare loro a fischiare. Da questa proposta, alquanto buffa, nasce un foglio di carta con una serie di appunti, questo foglio di carta poi diventa un quaderno e il quaderno diventa un vero e proprio sistema didattico su tre livelli. Da quindici anni, ormai, insegno ufficialmente in una scuola di Pisa e da un paio di anni collaboro con il Conservatorio Cherubini di Firenze. Un gioco buffo -conclude- che poi, pian piano, ha fatto strada ed è diventata una cosa seria”.