(di Daniele Rossignoli) “Le canzoni fanno parte del mio passato: da anni, ormai, non canto più e non scrivo più canzoni. Adesso faccio lo scrittore: è appena uscito il mio ultimo romanzo e presto uscirà un mio racconto. Quanto alla musica, non ho più la voce per cantare ed è meglio che le mie canzoni le cantino altri”. Francesco Guccini, dalla sua casa di Pavana, in videoconferenza, presentando il secondo capitolo di ‘Note di viaggio’ (12 interpreti per 12 sue canzoni), spiega di aver abbandonato ormai da tempo il mondo della musica per dedicarsi alla scrittura di romanzi.

Dopo il primo capitolo di ‘Note di viaggio’, che ha visto 12 interpreti alle prese con altrettanti brani del ‘maestro’ Guccini, ecco che Mauro Pagani, propone altre 12 canzoni, scelte dal ricco repertorio del cantautore in attesa, chissà, di poter mettere mano ad un terzo capitolo del viaggio. “E’ stata per me una grande fortuna avere a disposizione 24 cantanti pronti ad interpretare altrettanti pezzi di Guccini”, sottolinea Pagani. “E’ stata un’operazione faticosa, ma che rifarei ogni due mesi. Francesco -aggiunge-  ha fatto e fa parte della storia e della crescita di ognuno di noi”.

E sulla possibilità che il ‘viaggio’ tra le canzoni di Guccini possa continuare parla anche il Managing Director di Bmg, Dino Stwart: “le canzoni ci sarebbero e anche gli artisti -spiega- è ancora presto per dirlo ma quello che invece posso svelare è che stiamo lavorando con l’Arena di Verona per realizzare un grande evento live che celebri le canzoni di Guccini. Speriamo di poterlo fare nella prima parte del 2021 e quindi il viaggio continua”.

Tornando al nuovo album in uscita il 9 ottobre, in ‘Note di viaggio capitolo 2 – non vi succederà niente’ Zucchero interpreta ‘Dio è morto’, Fiorella Mannoia ‘Signora Bovary’, Emma e Roberto Vecchioni ‘Autunno’, Vinicio Capossela ‘Vedi cara’, Gianna Nannini ‘Quello che non…’, Jack Savoretti ‘Farewell’, Levante ‘Culodritto’, Mahmood ‘Luna fortuna’, Petra Magoni ‘Canzone di notte n.2’, Ermal Meta ‘Acque’, Fabio Ilacqua e Mauro Pagani ‘Canzone delle domande consuete’ e I Musici ‘Migranti’ con Guccini stesso che canta qualche strofa.

“Devo confessare che ascoltando il disco -sottolinea Guccini- canticchiavo tutte le canzoni e mi sono anche un po’ commosso. Non tanto per le canzoni in sé ma perché ogni brano non è nato per caso ma è nato in un momento particolare della mia vita passata. Mi sono quindi commosso -aggiunge- perché ormai sono anziano e come tutti gli anziani sono diventato più sentimentale”.

In ogni caso, Francesco Guccini si è detto soddisfatto sia per la scelta dei brani ma sopratutto per quella degli interpreti: “sono molto felice che a questo secondo progetto abbiano aderito Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Zucchero e tutti gli altri, anche coloro che, lo ammetto, non conoscevo” mentre spiega che gli sarebbe piaciuto poter condividere questo ‘viaggio’ con l’amico di un tempo, Augusto Daolio: “risentire Augusto cantare ‘Noi non ci saremo’ proprio come la cantava lui”.

Apprezzata dal cantautore di Pavana anche la copertina dell’album, realizzata dallo street artist
Tvboy che richiama il ‘Quarto Stato’ di Pelizza da Volpedo con Guccini e Pagani in prima fila seguiti da tutti gli interpreti. “Si tratta di un gioco -tiene a precisare Guccini- un’idea molto carina e divertente, con tutto il rispetto per quello che rappresentava il ‘Quarto Stato’ e per quello che significava allora, con i proletari che erano veramente proletari”.

Adesso tutto è cambiato velocemente, il modo di lavorare e anche quello di scrivere canzoni: tutto è fatto al computer e i brani non devono superare i due minuti. “Io sono nato nella prima metà del secolo scorso -osserva il cantautore- ho un computer che uso solo per scrivere, ma nulla di più. Il digitale è per me una cosa misteriosa”.

Quanto poi alla durata delle canzoni “anche ai miei tempi c’era un limite -ricorda- le canzoni dovevano durare al massimo tre minuti perché i 45 giri duravano tre minuti ma una canzone non può avere un determinato periodo di tempo, una canzone deve dire quello che vuole dire e quindi può anche durare parecchio. E’ come un romanzo, se si deve raccontare una storia non si possono limitare le pagine del libro, tutto dipende dall’argomento che si vuole  trattare e da quello che si vuole dire. Quindi non ci deve essere un limite di tempo, la canzone deve essere libera e andare per tutto il tempo necessario per raccontare una storia”.

E il futuro? “Io sono sempre stato un pessimista -spiega- e quindi non è che veda del tutto rosa. Il presente lo viviamo tra la paura del covid con mascherine o meno, con prudenza o meno, ma per fortuna, abitando in questo paesino di montagna, ho dello spazio attorno alla casa e faccio la vita di sempre, che vuol dire ascoltare degli audiolibri perchè non riesco più a leggere, lavorare al computer, guardare la tv e qualche volta andar fuori a mangiare con gli amici. Ma a me va bene così e spero perciò che il futuro sia di questo genere e mi permetta di portare avanti la questa vita che sto facendo adesso”, in attesa, chissà, di poterlo rivedere di nuovo su un palco anche se non a cantare ma magari a declamare quelle che sembrano canzoni ma sono delle vere poesie e storie di vita.