Con il singolo ‘Le piante’ (distribuito da Artist First), in radio, sulle piattaforme streaming e in digital download, Sgrò racconta di quanto sia difficile uscire da una postura di chiusura emotiva e aprirsi a qualcosa di nuovo e inaspettato. Questo contrasto interiore, reso anche a livello musicale nel rapporto tra voce e arrangiamento, rivela tutta la difficoltà a conciliarsi con se stessi.

“Le piante, le relazioni, la vita -osserva Sgrò- crescono se le innaffi, cioè se le innaffi con le parole e con le scelte che fai. Se parli, se ti apri, la vita cresce, se non parli, resti nell’indeterminato, tutto si spegne e ogni cosa inizia ad appassire”.

Nostalgico, metaforico, evocativo Sgrò non si riconosce nella categoria di cantautore e per questo preferisce definirsi “cantautore domestico”, un modo ironico e dissacrante con cui cerca di dare un nuovo significato questa categoria. “Se sono un cantautore -osserva- allora sono un cantautore domestico, perché sono un qualsiasi vostro oggetto di casa di uso quotidiano, un phon, un bicchiere, una sedia”.

Francesco Sgrò, dopo molti anni chiuso in casa, a inizio marzo scorso trova finalmente la spinta a mettersi in gioco e decide di uscire con il suo primo singolo intitolato ‘In differita’. Poche settimane dopo, in pieno lockdown, esce anche il relativo videoclip, diretto da Pietro Borzì e animato da Giulia Conoscenti, che racconta una storia d’amore di un cowboy e della sua dama. Per l’uscita del video il suo sito si trasforma in un mini-gioco di love coaching in cui l’utente può testare le proprie abilità amorose.