(di Daniele Rossignoli) La musica dal vivo riparte. Riparte dalle grandi ‘cattedrali’ come l’Arena di Verona, ma anche dai piccoli centri, dalle piccole realtà di provincia, come Rocchetta Tanaro, tra le colline dell’astigiano, dove a riportarla in piazza ci ha pensato Roby Facchinetti. L’ex Pooh, davanti a circa 400 persone (debitamente distanziate e nel pieno rispetto delle norme previste per l’emergenza Covid-19), ha ripercorso, in due ore, la sua lunga carriera artistica, ricordando più volte durante la serata, quelli che per oltre cinquant’anni sono stati i suoi compagni di viaggio.

La musica dal vivo riparte perchè, spiega Facchinetti intervistato da IlMohicano “bisognava pur dare un segnale. Ho riflettuto a lungo se fosse il caso o meno di farlo e dopo le opportune verifiche, seguendo tutte le norme previste perchè con questa brutta bestia non bisogna scherzare, mi sono reso conto che era importante dare un segnale, per dare anche la possibilità ai mie collaboratori, liberi professionisti con una quarantina di famiglie sulle spalle, di lavorare”.

“Il primo concerto che ho fatto sono rimasto per un quarto d’ora stranito -sottolinea Facchinetti- perchè mi trovavo ad affrontare un qualcosa di diverso, di insolito. Poi però ho riflettuto su quanto io potessi ritenermi fortunato per il fatto che potevo tornare a suonare, su un palco, in tour davanti a un pubblico, seppur distanziato, rispetto a tante altre categorie di lavoratori e professionisti”.

“Andando avanti -prosegue- ho abbandonato il pensiero di quelli che potevano essere i concerti di otto, nove mesi fa e mi sono concentrato di più sulla musica, su quello che stavo facendo perchè mi sono reso conto che anche il pubblico, non potendo cantare, saltare o applaudire, prestava una attenzione diversa per quello che stavo facendo. La musica, in questo contesto, è messa veramente al centro dell’attenzione e per un musicista è una gran bella cosa. La musica è la sola protagonista”.

Si tornerà come prima? “Purtroppo -sottolinea Facchinetti- i numeri dei contagi non sono incoraggianti e questo mi terrorizza. Questo incubo finirà solo quando si troverà un vaccino in grado di debellare questo terribile mostro. Una volta che noi tutti ci vaccineremo si potrà tornare alla vita normale, a quella che abbiamo lasciato cinque mesi fa anche se questa vicenda ha insegnato veramente molto, non ultimo il fatto che siamo tutti uguali. Davanti al coronavirus eravamo e siamo tutti sulla stessa barca perchè non guarda in faccia nessuno. Ha insegnato che la nostra vita può essere messa in percicolo in qualsiasi momento. La natura ci ha fatto capire che abbiamo esagerato, che abbiamo una responsabilità vera e oggettiva. Mi auguro che tutto questa ci faccia riflettere e migliori anche i rapporti tra le persone”.

In questo, anche il mondo della musica sembra essere cambiato in meglio, grazie alle numerose iniziative di solidarietà che hanno consolidato i rapporti tra gli stessi musicisti. “Io adoro il mondo americano dove tutti sono considerati musicisti, tutti sono sullo stesso piano, e dove c’è molta collaborazione tra loro contrariamente a quanto, purtroppo, succede da noi, forse a causa del nostro provincialismo. E’ un peccato -osserva- perchè il confronto offre una gran bella opportunità per crescere”.

A portare Roby Facchinetti a Rocchetta Tanaro è la sua lunga amicizia con il medico condotto del paese, l’estroso Paolo Frola, cantautore, musicista e poeta, “lui mi ha fatto conoscere queste zone -spiega l’ex Pooh- che ho frequentato moltissimo fino ad una quindicina di anni fa: facevo parte di una associazione ‘gli amici della trifola’ (il tartufo ndr) e con questo ho detto tutto. Ci si ritrovava tre, quattro volte all’anno con delle grandi cene. Paolo Frola è un personaggio incredibile, unico nel suo genere e ha un suo modo di intendere e fare la musica, con ironia. Poi questa zona è la terra anche di Bruno Lauzi, Paolo Conte, Andrea Mirò, Giorgio Faletti -sottolinea- di grandi cantautori. Una terra speciale -conclude- dove la natura è stata molto generosa, con i suoi vini tra i migliori al mondo”.

E il sindaco di Rocchetta Tanaro, Massimo Fungo, spiega che: “Come tutti gli anni avevamo in programma di fare un concerto nella nostra piazza ma l’emergenza Covid ha annullato tutto. Abbiamo voluto dare un segnale di ripartenza anche attraverso la musica perchè la musica è unione, è forza. Per questo abbiamo pensato a Roby Facchinetti che con la sua canzone dedicata a Bergamo ‘Rinascerò rinascerai’  ha lanciato vero un messaggio di ripartenza. Anche Rocchetta Tanaro deve ripartire e si può ripartire -conclude il sindaco- basta volerlo”.

Rocchetta Tanaro vanta una una sua lunga tradizione musicale: oltre a Paolo Frola a Rocchetta è nata Andrea Mirò (pseudonimo di Roberta Mogliotti ) e a Rocchetta ha stabilito il suo ‘buen retiro’ Bruno Lauzi, dedicando gli ultimi anni della sua vita alla produzione del vino. Nella trattoria di Giacomo Bologna detto ‘Braida’ negli anni ’60, erano solito ritrovarsi, tra un piatto di agnolotti o di tajerin, un fritto misto di mamma Caterina e qualche bicchiere di barbera, diversi musicisti jazz ai quali si univano diverse Paolo Conte e lo stesso Bruno Lauzi.