(di Daniele Rossignoli) “Non bisogna mai abbandonare i più deboli”, questo il messaggio che Rosmy (all’anagrafe Rosamaria Tempone) ha affidato alle note di ‘Ho tutto tranne te’ e a un videoclip che la vede protagonista tra i senzatetto di Milano. Durante i mesi di quarantena forzata a causa del coronavirus, spiega a IlMohicano Rosmy “la mia sensibilità mi portava a non voler far nulla, a fermarmi anche per rispetto di chi stava soffrendo. Poi -sottolinea- ho sentito l’esigenza di dover, invece, fare qualcosa di concreto e positivo. Ho considerato il distanziamento come una forzatura, ritenevo fosse assurdo stare lontano da tutto e da tutti e per questo, non appena è stato possibile, ho deciso di girare un video che raccontasse la vita dei più deboli vista dall’alto del Palazzo della Regione Lombardia“.

“La mia idea -spiega Rosmy- era quella di ispirarmi al film ‘Il cielo sopra Berlino’ dove degli angeli dall’alto guardano la città. Quando ho esposto questa idea al regista mi ha detto che ero fuori di testa, pensare ad una cosa del genere sopratutto in questo periodo. Gli ho risposto di avere fiducia, che avrei fatto una cosa forte e così è stato: volevo che arrivasse dall’alto un messaggio ai più deboli. In collaborazione con i City Angels, che da sempre si occupano dei più bisognosi, abbiamo girato il film che vede come protagonisti dei senzatetto”.

“Potrai avere salute, soldi, o una bella casa ma non sarà mai abbastanza, se ti trovi a dover rinunciare ai valori della vita”, sottolinea Rosmy. Nato durante il lockdown “in nome della prudenza, in quei giorni strani poteva sembrare normale non aiutare qualcuno che chiedeva aiuto, ma il distanziamento non può giustificare, diventando un alibi, quei valori che da sempre, hanno reso un essere umano tale: solidarietà, amore, rispetto”.

Quanto al futuro “è tutto bloccato -sottolinea Rosmy- non si fanno più i live, tutto è stato rimandato al prossimo anno. Io tuttavia mi ritengo fortunata perchè lo scorso 5 luglio ho potuto esibirmi al Castello Sforzesco di Milano nell’ambito di ‘Aspettando Contaminafro’. E’ stata l’occasione per confrontarmi con culture diverse, quella lucana con quella salentina e quella africana, ed è stata un’esperienza veramente unica e indimenticabile”.

Photo credit: Tiziana Orru