È online su YouTube il video ufficiale de ‘La prima estate del mondo’, il nuovo singolo del cantautore e produttore musicale bolognese Gerolamo Sacco, quarto estratto dal concept album Mondi Nuovi’ su etichetta Miraloop e distribuito da Believe Digital.

“Questo videoclip, girato per la nuova versione 2020 del brano ‘La prima estate del mondo -spiega Gerolamo Sacco in veste di regista- comincia nello spazio profondo. Realizzato a metà strada fra pittorico, fotografico ed evocativo, recupera un certo mood della fantascienza contemporanea, racconta la storia della canzone. L’ho realizzato negli studi Miraloop insieme a Niccolò Sacco, Maria Luisa ‘Lulù’ Brunori e Natalie Seveso. Una navicella spaziale sta solcando l’infinito quando ad un certo punto il suo passeggero si risveglia. Si guarda intorno e dalla finestra della nave vede una luce: nel buio appare qualcosa. Siamo nella storia dei Mondi Nuovi, disco da cui è estratto il singolo, un lungo viaggio spaziale tra sogno e reale, e il protagonista che io interpreto, non solo come cantante ma anche nel videoclip, per la prima volta vede la possibilità di approdare su un nuovo pianeta. Incomincio a immaginare l’estate, sono in estasi, dirigo un’orchestra immaginaria, sogno. In quello stesso istante, sulla Terra -prosegue Sacco- una persona sembra poterlo vedere da lontano e si crea un collegamento tra loro due, tra l’estate dei nostri sogni in questo anno difficile e quella che immagina il protagonista, nel suo viaggio che anela l’infinito”.

L’arrangiamento del brano è stato completamente ricostruito rispetto alla versione dell’album, che ha una groove tipicamente rock. Qui Gerolamo Sacco mette la sua firma anche come producer, cambiando genere al brano senza cambiarne il mood.

Questa la tracklist di ‘Mondi nuovi’: Casa Mia, Stelle Dipinte, Momo (Qui), Cinema, Deserto, Mondi Nuovi, La Prima Estate del Mondo, 110 Decibel, Abisso, Notte di Foglie, Sei Come Me, Il Mondo di Fianco, E Sarà Già Passato Tutto, Buonanotte Terra (ft. Senatore Cirenga), Weltanschauung.

Photo credit: Maria Luisa ‘Lulù’ Brunori