(di Daniele Rossignoli) “In questi mesi ho maturato il piacere di ‘dare’ al prossimo. Spero che, una volta che si ritornerà ad una vita normale, alle nevrosi di tutti i giorni, questa sensazione rimanga, così come il rispetto dei valori veri della vita”. Luigi Santilli, componente assieme a Andrea Orsini dei Perimetro Cubo, intervistato da IlMohicano, spiega i motivi che l’hanno spinto a dedicare ‘Una pioggia bellissima’, “a noi stessi, ai nostri affetti più cari, tra le paure e il vuoto che ci accompagnano in queste settimane, ma anche a tutti coloro che si stanno sacrificando per la collettività”.

Scritto proprio durante i giorni di quarantena, il brano racconta “delle inquietudini che ci stiamo portando dentro in questo periodo. Ho cercato di non guardare all’emergenza sanitaria e alla crisi sociale, ma alle emozioni individuali, alla mancanza dei propri cari, alle paure, alle notti insonni, agli amori della nostra vita. Ho guardato sopratutto -sottolinea Santilli- alla inquietudine individuale e a tutto quello che portiamo dietro. Ho sentito molto il senso di dover dare di più e per questo tutti i proventi del video e del brano saranno devoluti alla Comunità di Sant’Egidio“.

Disponibile dal su Spotify, per Rivoluzione Dischi/Pirames International, ‘Una pioggia bellissima’, è stato realizzato con la collaborazione di Roberto Gori, la partecipazione della cantante e attrice Teresa Federico (voce), di Stefano Semprini (violino) e di Andrea Orsini (chitarra) ed è edito da Nomadi Edizioni e Produzioni e da Alessandro Forte Edizioni.

Durante questi mesi di lockdown, Luigi Santilli non ha mai smesso di lavorare da casa, sia per l’azienda da cui dipende, sia per la musica: “con la sola compagnia della mia cagnolina -spiega Santilli- ho avuto la fortuna di poter continuare nel mio lavoro, senza impatti seri o drammatici provocati da questa emergenza. Una emergenza -aggiunge- che ho comunque vissuta con la stessa ansia, le stesse paure e incertezze di tutti. L’allontanamento dalle persone care non è stato facile”.

“Ho comunque vissuto queste giornate -prosegue- con la stessa ansia, incertezza e paura di tutti. L’allontanamento dalle persone care non è stato facile. Poi, alla sera, mi dedicavo alla mia passione, la musica. Ho scritto questo pezzo da solo durante la quarantena, al pianoforte. L’ho fatto sentire a Roberto Gori, che era rimasto bloccato in Puglia, e abbiamo deciso di pubblicarlo subito perchè volevamo lasciare una testimonianza che non fosse solo finalizzata all’uscita di un brano, ma ad un vero gesto di solidarietà. Mi auguro che la voglia di donare al prossimo -conclude- non si esaurisca con il ritorno ad una vita normale, ma possa continuare anche in futuro”.