Come iniziano le cose, come hanno una loro origine, da dove provengono, che sapore hanno. Domande alle quali Yulla, da sempre, cerca di dare una risposta e che ora ha affidato, per la prima volta, ad un libro:  ‘Oldivar – Dimenticare’. Autrice, cantante e batterista Yulla abbandona per un attimo il pentagramma per dedicarsi alla stesura di una autobiografia dove, attraverso stralci del suo diario, rivela la sua complessa convivenza con la sfera del paranormale e del mistero. Fin dall’infanzia Yulla si accorge di possedere delle doti particolari, vivendo esperienze paranormali. “Da bambina non te ne rendi conto e ti prendono per matta”, racconta Yulla nel corso di un’intervista a IlMohicano. “La cosa che mi spaventava di più erano gli incubi: facevo spesso dei brutti sogni e sognavo sempre persone che morivano”.

“Tutti mi dicevano che erano solo dei brutti incubi -sottolinea l’autrice- ma quando poi queste persone morivano veramente, mia madre diceva che era solo una semplice coincidenza. Vedevo cose che apparentemente non c’erano ma poi si materializzavano davvero e tutti dicevano che ero matta. Con questo libro -spiega- ho voluto, una volta per tutte, mettermi a nudo. Non mi considero una scrittrice ma volevo, semplicemente, far conoscere un pezzettino della mia vita, un po’ di me. Una vita -aggiunge- sempre caratterizzata da fenomeni paranormali con i quali mi sono abituata a convivere anche se, in realtà, vorrei poter dimenticare. Dimenticare soprattutto la mia infanzia. Spesso mi chiedo chi sia io -prosegue Yulla- ma poi smetto perchè in fin dei conti non mi importa. Sono quella che sono, sono una donna, sono la mia vita”.

Il libro, nelle intenzioni della cantautrice reggiana, doveva accompagnare un cd contenente dieci brani, tre singoli già usciti nei mesi scorsi e sette inediti, ma con il sopraggiungere del coronavirus il progetto ha, gioco forza, subito delle modifiche in corso d’opera. “Doveva uscire un cofanetto contenente il libro e un cd -spiega Yulla-  purtroppo la discografia si è dovuta fermare. Nonostante tutti mi sconsigliassero di pubblicare il libro adesso io me ne sono fregata perchè, quello che conta per me, è mandare un messaggio. Credo che in questo periodo le persone abbiano avuto il tempo di riflettere e magari anche di leggere e mi piaceva l’idea di mandare un supporto in un momento così”.

In questi mesi di isolamento “non ho mai smesso di lavorare, scrivere e fare progetti. Mi auguro che questa quarantena porti tutti ad una maggiore riflessione. Dovremmo aver imparato ad essere più solidali, ad avere maggiore rispetto degli altri ma, purtroppo, noto che in giro c’è più cattiveria di prima perchè la paura rimane e ti porta ad essere egoista. In un momento così buio per tutti, dove ci sono moltissime persone chiuse in casa, sole, con tanti problemi, vite complicate, situazioni indescrivibili  spero -conclude- che le mie parole possano essere un supporto positivo, almeno per qualcuno dei miei lettori”.