Dopo aver finito il ‘Day Breaks tour’ del 2016, Norah Jones non aveva intenzione di realizzare un nuovo album, dedicandosi a diverse sessioni con Mavis Staples, Rodrigo Amarante, Thomas Bartlett, Tarriona Tank Ball e altri. Le canzoni delle sessioni che Norah Jones non aveva pubblicato si sono concretizzate in ciò che intendeva evitare: un album, ‘Pick Me Up Off The Floor’.

“In ogni sessione -spiega Norah Jones- ho realizzato canzoni extra che non ho pubblicato e che sono state raccolte nel corso negli ultimi due anni. Mi sono davvero innamorata di questi pezzi, avevo i mix non definitivi sul mio telefono e li ascoltavo mentre passeggiavo con il mio cane. Le canzoni hanno continuato a girarmi  in testa e mi sono resa conto che erano attraversata da un surreale filo conduttore, come un sogno febbrile che si svolgeva in qualche luogo tra Dio, il Diavolo, il cuore, il Paese, il pianeta e me”.

“Vivendo in questo paese, in questo mondo -sottolinea Jones- negli ultimi anni, penso che in fondo si avverta la voglia di dire ‘risolleviamoci da questo casino e proviamo a capire alcune cose’. Se c’è oscurità in questo album, non è pensata per raffigurare un imminente senso di sventura, è più un desiderio umano di connessione. Alcune delle canzoni più personali si possono riferire anche ai problemi che in genere tutti affrontiamo. E alcune delle canzoni che riguardano argomenti molto ampi sono adatte allo stesso tempo per situazioni personali. Non so se ero in una particolare condizione o se questo processo l’ha attivata -osserva Jones-  ma mi sono sentita più creativa nell’ultimo anno di quanto lo sia mai stata”.

 

Photo credit: Diane Russo