(di Daniele Rossignoli) Dall’esperienza delle giornata passate in isolamento forzato, a casa, a causa del Coronavirus “qualcosa impareremo, ma ho paura che la tentazione sarà quella di dimenticare e di farlo in fretta. Di far finta che non sia successo nulla e così non cambiare la nostra vita”. Richi Rossini ha pubblicato da tre mesi il suo nuovo singolo, ‘Cecilia’, prima che l’epidemia lo costringesse, come tutti, a starsene chiuso in casa. A ‘IlMohicano’ il giovane cantautore parmense ma genovese d’adozione, si dice preoccupato per il numero di denunce “nei confronti dei coloro che non rispettano le direttive messe in atto”.
“Il momento è tragico e drammatico -prosegue Richi Rossini- ma almeno per quanto riguarda l’ambiente qualcosa di positivo c’è: si respira un’aria più pulita. Quello che mi spaventa di più, però, è ciò che tutto questo provocherà dal punto di vista economico. Per quanto mi riguarda, invece, personalmente trovo che tutto questo mi stia dando la possibilità di guardare le cose un po’ più da lontano, fermarmi a riflettere sul valore della vita e su come ci comportiamo”.
“Io -prosegue- ho la fortuna di abitare nel centro storico di Genova, un piccolo appartamentino che è adibito anche a studio. Passo le giornate suonando il pianoforte e lavorando. La mia vita non è poi così cambiata se non per il fatto che non posso, per ora, suonare dal vivo, fare concerti live. Sto scrivendo e sto rivedendo un mio progetto da far uscire in estate. Ho in cantiere un’operetta concettuale dal titolo ‘Edenlandia’, che è un vero e proprio cartone animato musicale. E’ il minimo che possa fare -scherza il giovane Rossini- per omaggiare un cognome così importante. I brani sono già scritti, la sceneggiatura è pronta. La musica è molto classica, con brani per solo pianoforte”.
D’altronde, per il giovane Rossini, la musica è una tradizione di famiglia. Nato a Parma, si avvicina al mondo musicale fin da bambino, grazie al padre ex cantante lirico, compositore e conduttore radiofonico. Frequenta il corso di pianoforte del Conservatorio di Parma e a 16 anni inizia a comporre le prime musiche per pianoforte. A 19 anni si trasferisce, dopo un breve periodo passato a Palermo, a Genova dove scopre la passione anche per il mondo della formazione e della psicologia. Nasce così il desiderio di unire le due passioni e di usare la musica come mezzo per trattare tematiche psicologiche.