(di Daniele Rossignoli) Jessica Notaro e Antonio Maggio, con il brano ‘La faccia e il cuore’ (scritto da Maggio ed Erman Meta), vincitori morali della prima serata del Festival di Sanremo. “Tieni le mani in tasca e se le tiri fuori è per una carezza” è una frase che arriva al cuore in maniera diretta e colpisce lo stomaco come un pugno. Jessica Notaro si è rivelata una vera cantante che, accompagnata dal bravissimo Antonio Maggio (vincitore del Festival tra i giovani nel 2013), ha portato sul palco dell’Ariston il coraggio di testimoniare la violenza subita.

L’apertura della prima serata del Festival è stata affidata a Fiorello che, vestito da prete, ha lanciato un invito di pace nel tentativo di smorzare fin da subito le polemiche dei giorni scorsi. Ricordando la sua lunga amicizia con Amadeus, Fiorello, dopo un ingresso ‘strepitoso’ sul palco, ha scelto di accompagnare il conduttore e di fargli, a modo suo, da spalla, cercando di illuminare anche della sua luce riflessa il conduttore. Che è stato all’altezza della situazione e non si è fatto mai sorprendere dall’emozione. E forse Amadeus è la vera sorpresa di questo Festival.

Emozione che, invece, ha preso Tiziano Ferro che ha cantato ‘Nel blu dipinto di blu’ un po’ sotto tono. Ma si è subito rifatto quando ha interpretato ‘Almeno tu nell’universo’, brano che Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio avevano scritto nel ’79 e che Mia Martini ha portato al Festival nell’89, aggiudicandosi il premio della critica. Anche qui l’emozione ha avuto però il sopravvento alla fine, tanto che Tiziano Ferro ha chiuso il brano con le lacrime agli occhi, ma la sua interpretazione al maschile di un brano espressamente femminile, ha lasciato il segno.

Per quanto riguarda gli artisti in gara, anche l’inossidabile Rita Pavone, nonostante la grinta messa in campo con ‘Niente (Resilienza ’74)’ è sembrata alquanto emozionata, quasi fosse la sua prima volta sul palco dell’Ariston. Raphael Gualazzi può e sa fare di meglio, la sua canzone ‘Carioca’ meritava una interpretazione diversa: bene il brano, meno bene come è stato cantato. Bugo e Morgan al termine della prima serata sono stati i più penalizzati in classifica: il brano ‘Sincero’ non è riuscito a far ‘esplodere’ l’Ariston nonostante il messaggio che vuole lanciare, un vero attacco alle ipocrisie che accompagnano la nostra vita.

Inaspettatamente in testa alla classifica finale di ieri Le Vibrazioni, con ‘Dov’è’, accompagnati sul  palco di Mauro Iandolo, figlio di genitori sordi che ha ‘tradotto’ con il linguaggio dei segni il brano, e il ritorno di Peppe Vessicchio accolto con una standing ovation da parte del pubblico. Anastasio, dato alla vigilia tra i favoriti di questo Festival, con ‘Rosso di rabbia’ , non è andato oltre l’ottavo posto ma forse meritava miglior sorte, come tanti altri protagonisti di questa prima serata. Ma tutto è ancora in gioco e la classifica di ieri, come si sa, potrebbe anche ribaltarsi nei prossimi giorni.

Certo è che tra le sorprese, le più positive arrivano dalle Nuove Proposte in gara ieri: Eugenio in via Di Gioa, Tecla, Fado e Leo Gassman, che avrebbero meritato tutti di accedere alla semifinale. Lo strano meccanismo adottato quest’anno ha portato all’eliminazione degli Eugenio in via Di Gioa e di Fado con due brani che avrebbero sicuramente meritato di più. La formula dell’eliminazione attraverso gli scontri diretti, sia che la si applichi nello sport che in qualsiasi altro tipo di gara, non è delle più vincenti.

Per quanto riguarda gli ospiti, Romina Power e Al Bano hanno, come sempre, toccato le corde dei più agè, in un Festival ‘dedicato’ ai più giovani. Averli riportati sul palco dell’Ariston avrà senz’altro accontentato chi ritiene il Festival il tempio della musica nazional-popolare, ma i tempi cambiano, e dopo l’immancabile madley dei loro successi, l’unico brano che ha scosso l’Artison è stato l’inedito ‘Raccogli l’attimo’ scritto da Cristiano Malgioglio che, presente in sala, ha raccolto più applausi della coppia stessa.