(di Daniele Rossignoli) “Non riesco a concentrarmi su quello che potrà essere il risultato finale. Sono in una fase, diciamo così di ansia da prestazione. Non penso di andare al Festival a competere con la musica di tanti altri artisti. Quello che spero è di non arrivare tra gli ultimi ma se riuscendo a fare quello che ho in testa dovessi anche arrivare ultimo, pazienza. L’importante è aver fatto quello che volevo fare”. Presentando il suo ultimo album, ‘Che vita meravigliosa’ (Carosello Records), in uscita il prossimo 14 febbraio, Diodato si sofferma a parlare della sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo con il brano ‘Fai Rumore’.

Il brano che Diodato porterà in gara tra i Big, scritto in collaborazione con Edwyn Roberts “racconta di un vissuto da abbattere, di barriere di incomunicabilità che sempre più spesso si alzano davanti a noi. Barriere -spiega lo stesso cantautore- che non fanno altro che creare distanze e incomprensioni. E’ un invito al confronto, a dirsi le cose senza astio, semplicemente confrontandosi”. Ad un  primo ascolto, dopo un’intima strofa piano e voce in cui le parole cominciano a fare ‘rumore’, il pezzo si apre con potenza sull’inciso per poi passare al ritornello finale in cui la voce diventa uno strumento dialogando con il piano.

Quanto all’album, il cui titolo è anche quello della prima canzone: “Credo di non essere mai stato tanto me stesso, di essere in grado di mettere a fuoco il mio vissuto, le mie sensazioni, come in questo brano che dà anche il titolo all’album. Volevo condividere, raccontare questa mia condizione di viaggiatore, di navigante felicemente disperso. Viaggiatore e navigante innamorato -sottolinea Diodato- ed è stato forse questo amore a portare alla data dell’uscita dell’album”.

Un album, racconta ancora Diodato, dove in ogni brano si racconta momenti di vita vissuta, come in ‘Quello che mi manca di te’. “L’ultimo brano dell’album -spiega- è un racconto molto intimo di un vissuto. Io sto molto bene quando riesco a raccontare i diversi momenti della vita di ognuno di noi”. Davanti ad un giradischi  che sta suonando un 45 giri, la puntina salta continuamente per poi ripartire e catapultarci in un’altra dimensione, un racconto fatto di immagini. Siamo nello sguardo di chi ha amato, di chi ha osservato in silenzio, di chi ha provato forti emozioni, di vita insieme, in cui è forse facile ritrovarsi.

‘La lascio a voi questa domenica’ è invece un brano nato di getto, durante un lungo viaggio in treno culminato con il suicidio di una persona che diventa oggetto di commenti al limite delle lamentele da parte degli stessi passeggeri, infastiditi dal ritardo che questo tragico gesto potrà causare al loro viaggio. “E’ una storia vera -spiega Diodato- che mi ha turbato non poco. Non volevo raccontare un fatto di cronaca -precisa- ma quello che stava accadendo nel vagone dove ero seduto io. Nessuno era interessato alla persona che si era tolta la vita ma solamente ai propri interessi, al ritardo che tutto ciò provocava”.

(Ros/IlMohicano)