(di Maria Elena Molteni) – Si intitola ‘True Love‘ ed è il primo singolo che apre il nuovo album iniziato a registrare la scorsa estate: Silvia Tancredi, cantante soul e gospel, che ha recentemente siglato un contratto con la SMG Records & Media (distribuita da Sony/Orchard), ritrova le proprie radici artistiche e musicali oltreoceano, ad Harlem, dove si è più volte esibita. Lì l’ispirazione e le più importanti collaborazioni: “anche in questo nuovo lavoro – racconta a Il Mohicano – ci sarà un pezzo di Harlem, poiché molti dei featuring del disco sono stati realizzati proprio con artisti di lì”. E venerdì 20 dicembre al concerto al concerto al Teatro Civico Luciano Pavarotti di Leinì, in provincia di Torino, salirà sul palco con Silvia Tacredi anche Eric Be Turner, famosa voce gospel di Harlem.

Il singolo è uscito il 1 novembre scorso e il videoclip è stato realizzato nell’ex Birrificio San Michele di Sant’Ambrogio di Torino. I cori registrati in True Love sono tutti intonati da vocalist newyorkesi. Per il videoclip, invece, Silvia Tancredi ha scelto “di utilizzare il mezzo espressivo della danza. Due ballerini, uomo e donna, raccontano i diversi aspetti che caratterizzano l’amore. Nel momento in cui c’è una rottura, un tradimento ci poniamo la domanda sul senso dell’amore, se effettivamente gli amori che ci circondano sono veri. A spingermi a questa riflessione la nascita di mia figlia, con lei ho abbracciato appieno un nuovo lato dell’amore”. True Love nasce dunque “per dare voce a questa domanda, ai momenti di inquietudine che attraversano la vita e che mi caratterizzano”.

Ora l’artista sta lavorando al nuovo singolo che sarà pubblicato a inizio primavera. “In questi anni sempre più sono riuscita a portare il pubblico dalla mia parte, cioè a fargli condividere un messaggio e un senso estetico della bellezza, della musica. Questa è l’arte del resto: accendere una luce su alcuni temi. Quando ci riesci, le persone si incuriosiscono. Mi capita sovente di vedere persone che si commuovono e questo mi colpisce. Mi colpisce vedere persone che dopo i concerti mi vogliono abbracciare. Come se risvegliare le emozioni fosse qualcosa di privato o qualcosa che a volte ci si dimentica di fare”. Silvia è autrice, ma “sia per le melodie, sia per la maggiore parta dei testi ho cercato delle collaborazioni, perché è sempre un arricchimento. Molti autori firmano i miei pezzi, anche americani. Con loro mi sono confrontata e acquisito sicurezza in una lingua che comunque non è la mia”.

Un amore, quello per la black music, “che arriva dalla mia famiglia, dai dischi che venivano suonati in casa, da tutte le occasioni per ascoltare Ray Charles, Steve Wonder, Aretha Franklin”.