(di Maria Elena Molteni) – Una ovazione quella che il pubblico del Teatro alla Scala ha riservato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo apparire sul Palco Reale del Piermarini. Tutti in piedi e lunghi applausi, quattro minuti circa, mentre il Capo dello Stato a sua volta ha omaggiato con un saluto il Maestro Riccardo Chailly, che dirige la Tosca, l’opera di Giacomo Puccini che apre la stagione 2019-2020, per la regia di David Livermore (che dopo il debutto scaligero con Tamerlano di Händel ha già collaborato con Chailly per Don Pasquale di Donizetti e Attila di Verdi per l’inaugurazione della scorsa stagione). Accanto a Mattarella la figlia Laura, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il sindaco di Milano Beppe Sala, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. E ovviamente il sovrintendente Alexander Pereira che sta per lasciare l’incarico e il suo successore Dominique Meyer.

E’ la prima volta che il capolavoro pucciniano apre la stagione lirica della Scala. Tosca è presentata nell’edizione critica a cura di Roger Parker per Ricordi, ed è un punto nodale del progetto pucciniano con cui Riccardo Chailly riporta al Piermarini le opere del compositore di Lucca in letture che tengono conto delle ricerche più aggiornate: iniziato con ‘Turandot’ con il finale di Luciano Berio, il progetto è proseguito con ‘La fanciulla del West’ con l’orchestrazione originale di Puccini, ‘Madama Butterfly’ nella prima versione (7 dicembre 2016) e ‘Manon Lescaut’ nella prima versione. Dopo le inaugurazioni con ‘Giovanna d’Arco’, ‘Madama Butterfly’, ‘Andrea Chénier’ e ‘Attila’, Tosca conferma l’impegno del Maestro Chailly a riscoprire il repertorio italiano nella sua interezza.

Alla sua quarta inaugurazione scaligera (terza con Riccardo Chailly), Anna Netrebko è ormai di casa al Piermarini. Alla Scala debutta nel 1998 con un concerto della Filarmonica diretto da Valery Gergiev; sempre Gergiev la dirige due anni più tardi in ‘Guerra e Pace’ di Prokof’ev. Torna quindi come Donna Anna in ‘Don Giovanni’ diretto da Daniel Barenboim il 7 dicembre 2011, come Mimì ne ‘La Bohème’ diretta da Daniele Rustioni nel 2012, ‘Giovanna d’Arco’ per il 7 dicembre 2015 diretta da Riccardo Chailly e come Violetta ne ‘La traviata’ diretta da Nello Santi nel 2017. Universalmente riconosciuta come il soprano di riferimento dei nostri anni, ha interpretato un vastissimo repertorio in tutti i teatri del mondo con i direttori e i registi più prestigiosi. Ha recentemente interpretato Tosca al Metropolitan e a Monaco.

Francesco Meli, è al terzo 7 dicembre (secondo con Riccardo Chailly): dopo il debutto scaligero nei ‘Dialogues des Carmélites’ di Poulenc nel 2004, torna come Cassio nella ripresa dell”Otello’ diretto da Muti e come Arbace nell’Idomeneo’ inaugurale della Stagione 2005/2006, diretto da Daniel Harding. Negli anni seguenti è Don Ottavio nel ‘Don Giovanni’ (Dudamel 2006), Leicester in ‘Maria Stuarda’ (Fogliani 2008), Cantante italiano nel Rosenkavalier (Jordan 2011). La parte di Cavaradossi è il suo primo Puccini alla Scala, dove ha già interpretato sei parti verdiane: Otello (Cassio), ‘Giovanna d’Arco’ (7 dicembre 2015), ‘I due Foscari’, ‘Don Carlo’, ‘La traviata’, ‘Ernani’ cui si aggiunge la ‘Messa da Requiem’ diretta da Riccardo Chailly. Nella Stagione che si apre tornerà come Manrico ne ‘Il trovatore’, Alfredo ne ‘La traviata’ e Enzo ne ‘La Gioconda’ con la regia dello stesso Livermore.

Secondo 7 dicembre per Luca Salsi dopo ‘Andrea Chénier’ con Riccardo Chailly nel 2017. Baritono tra i più affermati a livello internazionale, Salsi ha conquistato il pubblico scaligero anche nel recente ‘Ernani’ e nel corso della Stagione 2019/2020 tornerà come Renato in ‘Un ballo in maschera’ e Barnaba ne ‘La Gioconda’. Tra i successi più recenti proprio il barone Scarpia in ‘Tosca’ all’Opéra Bastille oltre al Conte di Luna accanto ad Anna Netrebko all’Arena di Verona e Simone in ‘Simon Boccanegra’ a Salisburgo la scorsa estate con la direzione di Valery Gergiev. I prossimi impegni includono il ruolo del titolo in Falstaff a Piacenza, Modena e Reggio Emilia, Amonasro in ‘Aida’ a Zurigo e ‘Rigoletto’ alla Fenice di Venezia.

In un’opera come ‘Tosca’ non esistono ruoli secondari, occorrono artisti di talento e qualità vocali e sceniche anche nelle parti più brevi. La Scala presenta il Sagrestano di Alfonso Antoniozzi, un basso buffo già leggendario nel repertorio rossiniano (alla Scala ha cantato tra l’altro ne ‘Il turco in Italia’ e ‘Il barbiere di Siviglia’ con Riccardo Chailly ma anche nell”Elisir d’amore’ diretto da Zanetti e ne ‘L’italiana in Algeri’ diretta da Rovaris, ed è stato Melitone ne ‘La forza del destino’ diretta da Muti). Spoletta è Carlo Bosi, una presenza costante delle stagioni scaligere fin dal 1995, che il Maestro Chailly ha voluto accanto a sé in molte recenti produzioni: oltre a ‘Turandot’ e ‘La fanciulla del West’, due 7 dicembre con ‘Madama Butterfly’ e ‘Andrea Chénier’. Completano il cast Vladimir Sazdovski come Angelotti, Giulio Mastrototaro come Sciarrone e Toni Nežić, allievo solista dell’Accademia Teatro alla Scala, come carceriere.