L’identità sonora di un artista, di un musicista, al centro del dialogo tra Franco Mussida, fondatore e direttore del Cpm Music Institute, e Niccolò Bonazzon, consulente musicale, che spiega l’utilità di ‘mettere insieme’ suono e marketing. Riflessioni offerte al pubblico della prima giornata della Open Week nella sede della scuola milanese. “Gli ultimi 15-20 anni di digitalizzazione hanno aperto porte infinite. Che sono anche un po’ le premesse di quella che è l’identità sonora” ha evidenziato Bonazzon. “Una strada di sviluppo è quella del musicista, del sound designer per la creazione dell’identità sonora di prodotti, servizi o istituzioni. Con la digitalizzazione, del resto, i canali si sono moltiplicati e c’è bisogno di avere un elemento che va al di là da quello visuale di riconoscibilità. Come riconoscere un marchio in un’altra stanza? Solo con il suono è possibile”.

Suono, musica e marketing, dunque, hanno inevitabilmente un punto di intersezione. “Io consiglio sempre di studiare queste discipline perché servono a costruire la propria identità musicale. Pensiamo a Mamhoud: ci viene il mente il Barrio, le melodie mediorientali, la sua immagine. Insomma studiare queste discipline aiuta a porsi delle domande e a delineare quale è la propria identità”.