(di Daniele Rossignoli) Francesco Guccini delude i tanti fan, confermando l’intenzione, presa già da tempo, di non volersi più esibire in pubblico. Durante la presentazione di ‘Note di viaggio capitolo 1: venite avanti’ (una raccolta delle sue canzoni interpretate da ‘colleghi’), ad una precisa domanda risponde “Non ho più alcuna intenzione di tornare a cantare. Non sono Aznavour che a novant’anni saltellava ancora sul palco. Il prossimo anno compio ottant’anni, che sono tanti -sottolinea- e ho deciso di smettere. C’è chi mi dice ‘hai cantato con Vecchioni’: una strofa, rispondo io. E con Morgan: un verso”.

“Qualche volta mi capita di cantare con qualche vecchio amico -prosegue il cantautore emiliano- ma nulla di più. Non so nemmeno più suonare la chitarra. Alla mattina, quando sono in bagno, mi viene sempre in testa qualche ritornello ma sono per lo più canzoni della mia adolescenza come ‘Tamburino del reggimento’, canzoni popolari. Adesso, finalmente, faccio quello che volevo fare da grande -precisa- scrivo”.

Abbandonata l’idea, quindi, di poterlo sentire in qualche occasione, Guccini ha però regalato un inedito, ‘Natale a Pavana’, che apre il primo capitolo di questa raccolta dove sono presenti Elisa con il brano ‘Auschwitz’, Ligabue con ‘Incontro’, Carmen Consoli con ‘Scirocco’, Giuliano Sangiorgi ‘Stelle’, Nina Zilli ‘Tango per due’, Brunori Sas ‘Vorrei’, Francesco Gabbiani ‘Quattro Stracci’, Luca Carboni e Samuele Bersani ‘Canzone delle osterie fuori porta’, Margherita Vicario ‘Noi non ci saremo’. Chiude l’album ‘L’avvelenata’, un brano che tutti avrebbero voluto interpretare e che proprio per non scontentare nessuno Mauro Pagani, artefice si questo progetto, ha deciso di interpretare accompagnato da Manuel Agnelli.

Una canzone, ‘L’avvelenata’, rivela Guccini “che non ho scritto per affidarla a qualcuno in particolare. Certo -sottolinea ironicamente- se i Beatles avessero voluto cantarla, magari in italiano, non mi sarebbe dispiaciuto”.

Con oltre 200 canzoni in repertorio, tiene poi a precisare “sembra che ne abbia scritte solo tre: tutti si ricordano solo de ‘L’avvelenata‘, di ‘Dio è morto’‘La locomotiva’. Ma io -aggiunge- ho fatto un sacco di canzoni molto più belle de ‘L’avvelenata’. Vasco Rossi, che ho incontrato una volta a Bologna, mi  ha voluto fare i complimenti ma io gli ho risposto ‘guarda che di canzoni ne ho scritte tante, tante altre'”.

Ma c’è una canzone a cui Guccini è particolarmente affezionato, che ha smesso di cantare da tanti anni, che è ‘Van Lon‘: “Quando la scrissi la dedicai a mio padre. Da quando lui non c’è più non l’ho mai più cantata. Ecco -prosegue con un velo di tristezza- mi sarebbe piaciuto che qualcuna l’avesse scelta”.

Quanto alla scelta dei brani e degli interpreti “abbiamo fatto una prima selezione tra i 250 brani scritti da Francesco -spiega Mauro Pagani– e ne abbiamo scelte una quarantina. Dopodichè abbiamo chiesto ai cantanti di scegliere quale canzone avrebbero voluto interpretare e il pezzo più conteso era ‘L’avvelenata’. Nelle canzoni di Francesco c’è così tanto da ascoltare -osserva- che è stato un piacere rinnovato sentire certi pezzi, per questo mi sento molto fortunato”.

E prima di concludere, ricordando ‘Auschwitz’, brano interpretato dall’Equipe 84 nel 1966 con il quale ha esordito nel mondo della musicale, Guccini rivolge un pensiero per Liliana Segre: “E’ una vergogna che una signora sopravissuta all’Olocausto sia costretta a viaggiare con la scorta. Adesso sarò insultato sui sociali -conclude- ma intanto io non frequento i social e quindi possono dire quello che vogliono”.