(di Daniele Rossignoli) Esce il 15 novembre ‘Erzulie’, il nuovo album di inediti della giovane cantante, violinista e compositrice cubana Yilian Canizares. Composto da 12 brani, l’album riesce a sposare due generi e due culture apparentemente lontane, come il jazz e la musica latina, ma in realtà molto vicini.  “Dove c’è musica c’è il jazz -spiega Canizares a ‘IlMohicano’– perchè il jazz ha, appunto, la particolarità di potersi fondere e affiancare a tutti i generi musicali: dall’hip hop alla musica elettronica, dalla musica classica a quella leggera. In particolare l’unione tra jazz e musica latina viene da lontano, dal passato, e vede come sua massima espressione, maestri come Chucho Valdes“, pianista, compositore e arrangiatore cubano, considerato uno dei più famosi musicisti di jazz. Una tradizione, sottolinea Canizares “che spero possa continuare anche tra le nuove generazioni”.
L’album, inciso a New Orleans, rappresenta una sorta di filo conduttore tra la città della Luisiana, Cuba, Haiti e “l’Africa che è la madre di tutte queste culture. Culture -sottolinea- che hanno una matrice comune, anche se sono differenti tra loro. “Ho visitato Haiti per la prima volta nel 2017 per suonare al PAP Jazz Festival -racconta- dove ho incontrato alcuni artisti locali fantastici, come Boukman Eksperyans, che mi hanno aiutato a scoprire la cultura musicale di Haiti e tutte le somiglianze con la nostra cultura cubana. Volevo esplorare ulteriormente la cultura creola -aggiunge- e ho riunito una band dei Caraibi, dell’Africa e di New Orleans per creare il mio nuovo album”.
Yilian Canizares, infatti, è accompagnata da una band formata da musicisti di nazionalità e culture diverse, denominati ‘The Maroons’ ed esplora, con questo progetto discografico, il versante creolo della tradizione haitiana, ricreando un interessante affresco musicale, espressione di un meticciato contemporaneo, in cui si sommano  una moltiplicità di linguaggi e di suoni.
Ma chi è Erzulie? “Erzulie -spiega Ylania Canizares- è una dea haitiana che però esiste anche nella cultura cubana e di New Orleans. Rappresenta lo spirito femminile e l’amore inteso su più livelli di fragilità ma al tempo stesso anche la forza. La dea, infatti, viene rappresentata con un coltello in mano a simboleggiare sì la dolcezza femminile ma anche la volontà di reagire di fronte ad ogni sopruso”.
Dopo la presentazione l’11 dicembre a Parigi dell’album , Ylenia Canizares tornerà ad Haiti per l’inizio di un tour che la porterà in tutta europa e anche in Italia: “Paese che adoro -tiene a sottolineare- dell’Italia mi piace tutto, il mangiare, il bere, il designer e la moda. Quando vengo -conclude- rimango sempre incantata”.