Non parla più di politica, ma il messaggio nei suoi testi è chiaro: i tempi sono complessi e richiedono che si tenga alta la soglia di attenzione. C’è poca libertà e per questo se ne sente ancora più bisogno. C’è un mondo fatto di apparenze che miete vittime e Zucchero Fornaciari non vuole essere una di queste. “La libertà me la sono dimenticata, siamo tutti controllati e condizionati continuamente. Io cerco di essere il più libero possibile. Sto tra i monti con i miei animali e cerco di fare una vita di qualità nel paesino dove vivo. ma quando esco da quel buen retiro non mi sento libero”. Un filo conduttore, un tema trasversale al nuovo album di Zucchero ‘Sugar’ Fornaciari: D.O.C. che uscirà domani, 8 novembre, anticipato proprio dal singolo Freedom. “Un album semplice e complesso” , il cui titolo sarebbe dovuto essere nelle intenzioni iniziali ‘Suspicious times’ a indicare proprio “tempi sospettosi e senza sostanza” Proprio quelli che Zucchero sostiene di vivere oggi: “non più così goliardici e sereni”, ma “sospettosi, sospesi, senza trasparenza: c’è molta apparenza e poca sostanza”. In questo senso, il cantautore spiega il motivo per cui ha “lasciato perdere i doppi sensi” che spesso hanno caratterizzato le sue liriche. “Perché i tempi non sono così goliardici, non c’è trasparenza, c’è molta apparenza e poca sostanza. E’ preoccupante quello che sta accadendo, è una pentola in ebollizione e spero che non scoppi mai, ma bisogna essere attenti”.

Consapevolezza dunque, ma anche chiarezza di ruoli: in tempi sospetti “non mi metto a parlare di politica, né a lanciare messaggi. L’ho fatto in passato qualche volta. Purtroppo ho la sensazione che certi messaggi non vengano recepiti durante i concerti. E’ inutile. Sì, possono sottolineare qualcosa, ma non risolvi niente. Quante cose abbiamo fatto – ricorda –  con il Live Aid, con il Mandela Day, con Bono, Peter Gabriel e Bob Geldoff… in quanti ci siamo adoperati a fare e brigare… Ma è cambiato qualcosa? Il debito è stato azzerato? No”. Ma non è disillusione e mancanza di speranza. Anzi. Lo sguardo sul mondo è più limpido e lascia intravvedere una speranza, una “luce in fondo al tunnel”. Anche grazie ai giovani: “era da tempo che i ragazzi non andavano più in piazza, non si incazzavano più”, dice ricordando anche Greta Thunberg: “non so cosa ci sia dietro e non mi interessa. Me è importante che abbia posto il problema”.

Insomma, i tempi restano  degni di sospetto, ma il titolo dell’album è cambiato. Zucchero ne ha scelto uno nuovo il giorno prima di ‘andare alle stampe’, un po’ perché  “altrimenti sarebbe stato troppo anglofono”; un po’ perché anche D.O.C. coglieva in pieno il senso della narrazione: di origine controllata. ma anche, scherza l’artista: “mi sono accorto che doc significa anche disturbo ossessivo compulsivo. E su di me va bene uguale” .