Da Tradizione e Tradimento di Niccolò Fabi

Io Sono l’altro

“La canzone ‘Io sono l’altro’ è semplicemente il desiderio di capire gli altri, di rispecchiarmi negli altri, perché il ruolo che gli altri spesso hanno nella nostra vita è un ruolo che ricopriamo nella loro vita, inconsapevolmente”. Lo spiega il cantautore romano, parlando delle canzoni contenute nel nuovo album. “Non è una canzone sulla diversità dell’altro da un punto di vista culturale, razziale, etnico. Rispetto alla mia sensibilità non era interessante partire dalla cronaca quotidiana, ma cercare di entrare nello sguardo dell’altro, nel suo punto di vista.  E dunque tutta quella serie di immagini che ci sono, spero che non sottolineino la retorica dell’accettazione dell’altro come diverso, ma anche dell’uguale. Non è solo la diversità che ci mette in difficoltà, ma anche lo specchio in cui ci guardiamo”.

Anche quando si parla di migranti, migrazioni e barconi, “sono convinto – aggiunge – che l’arte si debba staccare dal punto di vista della cronaca, debba svicolarsi, debba portare il livello più in alto, in basso, o anche dietro. Comunque oltre la querelle politica. Il ruolo dell’artista non è usare slogan elettorali, non mi appartiene. Mi interessava una fotografia di come poteva essere la ricerca della sopravvivenza attraverso il movimento.

Scotta

“Ci sono gesti artistici che ogni artista riconosce come fuori dal comune perché si consumano in un attimo. Scotta è+ stata scritta in un’oretta, 45 minuti. Ci sono momenti magici che accadono e ciascuno di noi rimane esterrefatto nel vedere una forma costruita altrove e che attraverso di te prende forma già completa e finita. parole che avevo appuntato e quando mi sono messo al pianoforte in un pomeriggio speciale le parole hanno trovato in quell’arpeggio la sua collocazione più forte”.

Nel blu
Nel blu parla di tutte le volte in cui c’è una scelta da fare, in particolare del momento prima che è delicatissimo. In quel caso c’è, ci sono co-protagonisti, come sempre nelle nostre scelte. E’ quello che quando stai seduto sullo scoglio e non hai il coraggio di buttarti ti dà la spinta e ti fa saltare. Non parlo del coraggio personale ma del riconoscimento del ruolo che gli altri hanno nelle nostre scelte”.