Nove ore di festa no stop sul grande prato di Linate. Si è chiuso il Jova Beach Party, molto più di una grande festa della musica, dell”avvenimento dell’anno’, ma una sorta di catarsi collettiva come non la si vedeva dai tempi di Woodstock anche in chiave ambientalista e di senso di appartenenza. A cosa? Alla voglia di futuro, di impegno, di festa, di ambiente, di leggerezza. La risposta di Lorenzo Cherubini alle istanze del presente, a modo suo, cercando di scardinare certezze, invertire i canoni, dimostrando che tutto è possibile con un pizzico di volontà e di bella follia. E’ così che un evento che sembrava quasi impossibile da realizzare in così poco tempo (la tappa milanese, che ha sostituito quella di Albenga, è andata in vendita soltanto il 5 agosto) è diventato un happening di popolo (100mila persone), di famiglie con i bambini, di giovani e di meno giovani, tutti insieme con la voglia di ballare e fare festa, nella consapevolezza che a Linate si sarebbe potuto assistere a qualcosa di unico. Un po’ perché dalla spiaggia si è passati a un aeroporto (chiuso per lavori in corso); un po’ perché la curiosità di vedere se anche questa volta la macchina organizzativa sarebbe stata all’altezza della sfida. Lo è stata. Il Jova Bech Party di Linate ha però spostato anche e soprattutto i confini della musica live, inventando un genere del tutto nuovo. “Un’utopia musicale, un trip sensoriale, una figata pazzesca” per dirla con Jovanotti che sul palco arriva intorno alle 15, intona le sue canzoni reinventando ritmi e poi alla consolle si riveste da deejay e accompagna i suoi ospiti. I palchi hanno accolto Ackeejuice Rockers, Albert Marzinotto, Baldini DubFiles, Benny Benassi, Bombino, Cacao Mental, Ex-Otago, Fatoumata Diawara, Flavia Coelho, Rkomi, Takagi & Ketra. In bicicletta è arrivato Tommaso Paradiso, fresco di divorzio dal suo gruppo, Thegiornalisti. E poi Salmo, ma anche un collegamento interspaziale con l’ISS e con il Comandante Luca Parmitano, in una versione inedita di ‘Non m’annoio’. Insomma, una nuova grammatica musicale per spartiti completamente rivisitati e reinventati. E’ giusto allora ricordare chi ha reso possibile tutto questo: Maurizio Salvadori per Trident Music ha curato produzione e organizzazione. Wwf e Guardia Costiera che (non a Linate evidentemente quest’ultima) hanno collaborato per la gestione e il rispetto di ambiente e spiagge. E ancora, Sergio Pappalettera, Claudio Santucci per Giò Forma e Andrea Staleni, che segue la produzione dello show con la sua Soup2 Nuts. Led Wall e onde laser sono state generate grazie a una tecnologia che a Linate ha avuto la sua anteprima assoluta per il mondo del live in Italia. I fari Xtylos, tecnologia prodotta da Claypaky, che sono green perché generano una sorgente laser che ottiene il massimo della luminosità con il minimo assorbimento. Il disegno delle luci del Jova Beach è firmato d Paul Normandale. Infine Pino “Pinaxa” Pischetola nella torre di controllo che gestisce le 12 torri audio. Undici i matrimoni infine celebrati sul palco nell’arco delle varie tappe. A Milano è stata la volta di Susanna e Andrea.